Terapia
Negli anni 60 è stata sintetizzata la levodopa, un precursore della dopamina, che somministrata al malata è in grado di determinare un notevole miglioramento della qualità della vita dei parkinsoniani, essendo in grado di combatterne i sintomi della malattia, portando inoltre ad un allungamento della vita.
Negli ultimi dieci anni numerose nuove sostanze terapeutiche sono state individuate per merito delle ricerche farmacologica, pertanto oggi lo specialista ha a sua disposizione diversi farmaci che variamente combinati tra loro sono in grado di combattere efficacemente i sintomi della malattia. Altri medicamenti entreranno in commercio entro breve tempo e numerose altre sostanze sono sotto sperimentazione animale e potranno diventare utili per il malato. I malati conservano una buona autonomia per lungo tempo con la levodopa o con i dopaminoagonisti. Quando compaiono i sintomi della fase scompensata di malattia (blocchi motori e ipercinesie), si pone il problema chirurgico. Attualmente l’intervento chirurgico consigliato è quello di stimolazione di differenti nuclei situati profondamente nel cervello, che possono essere raggiunti solo con una sonda sottilissima che va a posizionarsi con il suo terminale, la punta, proprio sulla struttura bersaglio. La stimolazione del nucleo, che viene effettuata tramite uno stimolatore esterno, posto sottocute nella porzione alta del torace, determina il blocco funzionale del nucleo stesso, si ottiene così il risultato terapeutico.
Negli ultimi dieci anni numerose nuove sostanze terapeutiche sono state individuate per merito delle ricerche farmacologica, pertanto oggi lo specialista ha a sua disposizione diversi farmaci che variamente combinati tra loro sono in grado di combattere efficacemente i sintomi della malattia. Altri medicamenti entreranno in commercio entro breve tempo e numerose altre sostanze sono sotto sperimentazione animale e potranno diventare utili per il malato. I malati conservano una buona autonomia per lungo tempo con la levodopa o con i dopaminoagonisti. Quando compaiono i sintomi della fase scompensata di malattia (blocchi motori e ipercinesie), si pone il problema chirurgico. Attualmente l’intervento chirurgico consigliato è quello di stimolazione di differenti nuclei situati profondamente nel cervello, che possono essere raggiunti solo con una sonda sottilissima che va a posizionarsi con il suo terminale, la punta, proprio sulla struttura bersaglio. La stimolazione del nucleo, che viene effettuata tramite uno stimolatore esterno, posto sottocute nella porzione alta del torace, determina il blocco funzionale del nucleo stesso, si ottiene così il risultato terapeutico.







