L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce una coppia infertile “quando non giunge a concepimento dopo un anno di rapporti completi continuativi in assenza di misure contraccettive”.
L’infertilità maschile rappresenta circa il 50% delle cause di infertilità di coppia.
Tra le cause più frequenti d’infertilità maschile ci sono:
- varicocele (dilatazione e cattivo funzionamento di alcune vene del testicolo);
- infezioni batteriche, fungine o virali;
- alterazioni dello sviluppo dei testicoli, eventualmente associate a una ridotta produzione di ormoni androgeni maschili (es. testosterone);
- alterazioni ormonali, per sofferenza dell’ipotalamo, dell’adenoipofisi o del testicolo (es. ipogonadismo ipogonadotropo, normogonadotropo e ipergonadotropo);
- traumi dei testicolo;
- malformazioni congenite o acquisite delle vie seminali;
- malattie genetiche (es. fibrosi cistica, alterazioni del cromosoma Y).
Spesso alcune di queste alterazioni possono essere accuratamente diagnosticate e parzialmente curate da un uro-andrologo con terapie mediche specifiche o con interventi chirurgici mirati.
L’esame per valutare il potenziale di fertilità maschile è lo spermiogramma (raccolta del liquido seminale e sua valutazione al microscopio), al quale si associa l’analisicitofluorimetrica del DNA per definire con maggiore precisione il tipo di problema.
Altri esami diagnostici sono power-Color Doppler dinamico penino, power Color-Doppler dei vasi spermatici e rigidometria peniena notturna (RigiScan).









