Si interviene chirurgicamente sulla ghiandola mammaria con lo scopo di asportare il tumore o l’eventuale nodulo sospetto.
La scelta del tipo d’intervento dipende dallo stadio della malattia, dalle dimensioni della mammella e dal tipo di trattamento scelto con la paziente.
Le operazioni possibili sono:
- Tumorectomia. E' l'asportazione del solo nodulo e di una piccola parte di tessuto circostante.
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Quadrantectomia. E' l'asportazione di una parte della mammella in corrispondenza della lesione. La forma della mammella si mantiene modellano i tessuti circostanti e il risultato estetico è soddisfacente. Nella maggior parte dei casi l’intervento deve essere completato con un’analisi dei linfonodi dell’ascella e con applicazioni di radioterapia precauzionale per “sterilizzare” la mammella rimanente (QU.A.RT: quadrantectomia, dissezione ascellare e radioterapia).
Tale terapia dura sei settimane e deve essere iniziata a guarigione avvenuta entro 4-6 settimane dall’intervento. - Mastectomia. Prevede l’asportazione della mammella, del complesso areola-capezzolo e di gran parte della cute che la riveste: i danni purtroppo sono piuttosto evidenti e possono avere alcuni effetti psicologici negativi.
- Asportazione dei linfonodi ascellari. E' un completamento fondamentale dell’intervento di rimozione del tumore mammario, in quanto consente di valutare la presenza a distanza di cellule neoplastiche.
- Asportazione del linfonodo sentinella. Si esegue se il tumore ha un diametro inferiore o uguale a 2.5 cm e se non vi sono linfonodi ascellari palpabili. Il linfonodo è “sentinella” perché per primo drena la linfa dalla zona del tumore. L’esame microscopico del linfonodo sentinella permette di stabilire la presenza di cellule del tumore mammario o l’assenza di cellule tumorali. Se risulta positivo è necessaria l’asportazione di tutti i linfonodi dell’ascella. In caso di risultato negativo, invece, la possibilità di ripresa del tumore nei linfonodi dell’ascella è limitata al 2-3% dei casi.
NUOVA TECNICA DI LOCALIZZAZIONE (ROLL): VANTAGGI
Se la lesione non è palpabile ed è caratterizzata da un piccolo gruppo di microcalcificazioni e/o da un’opacità, visibili con mammografia o ecografia, si può utilizzare la nuova tecnica di localizzazione radioguidata della lesione non palpabile (Radioguided Occult Lesion Localization - ROLL), che consiste in un’iniezione nella sede del tumore di una piccola quantità di radioisotopo (tecnezio) prima dell’intervento.
In questo modo si può:
- individuare con maggior facilità il tumore durante l'intervento chirurgico;
- definire con maggior precisione il limite della resezione mammaria, risparmiando il più possibile la parte di tessuto sano con anche un risultato estetico migliore.









