Si eseguono esami per:
- identificare il linfonodo sentinella (primo linfonodo a ricevere il flusso linfatico dal tumore primario e quindi a essere interessato da eventuali metastasi);
- localizzare precisamente la lesione mammaria (ROLL);
- studiare l’apparato scheletrico (scintigrafia ossea);
- evidenziare lesioni neoplastiche a elevato metabolismo glucidico (PET).
Identificazione del linfonodo sentinella
Si utilizzano dei nanocolloidi (particelle colloidali di albumina umana di diametro inferiore a 80 nm) resi debolmente radioattivi mediante marcatura con Tc99m: le particelle, una volta inoculate, vengono riassorbite attraverso i vasi linfatici e intrappolate dal primo linfonodo che incontrano. La procedura viene effettuata mediante l'iniezione del radiocomposto in sede subdermica in corrispondenza della lesione, il giorno precedente l'intervento chirurgico.
Durante l’intervento chirurgico, l’identificazione e l’asportazione del linfonodo sentinella avviene con l’utilizzo di una sonda radioguidata per verificare con precisione la posizione del linfonodo sentinella e guidarne l’isolamento. Il linfonodo che risulta più radioattivo viene rimosso ed inviato per un esame istologico intraoperatorio.
Solo in caso di positività istologica del linfonodo si procede alla linfoadenectomia ascellare completa.
ROLL - Radioguided Occult Lesion Localization
È una tecnica avanzata che consente la precisa localizzazione della lesione mammaria per ottenere, in sede d’intervento chirurgico, la completa rimozione della lesione con il maggior risparmio possibile di tessuto sano.
Il trattamento consiste nell’inoculo al centro della lesione neoplastica di particelle di albumina umana marcate con Tc99m, con diametro maggiore rispetto a quelle impiegate per il linfonodo sentinella che pertanto rimangono incarcerate nella lesione.
La procedura viene effettuata il giorno che precede l’intervento chirurgico iniettando il radiocomposto al centro della lesione, con guida ecografia o mammografica. La verifica della centratura viene effettuata nel reparto di medicina nucleare mediante l’acquisizione di immagini scintigrafiche.
Il tracciante, fissato nella lesione, emette segnali che vengono rilevati dalla stessa sonda del linfonodo sentinella, durante l’intervento, guidando il chirurgo.
Scintigrafia ossea
La scintigrafia è molto sensibile e aiuta a evidenziare precocemente le lesioni ossee. Il limite di questo esame, tuttavia, è che non sempre stabilisce la natura della lesione e per questo possono rendersi necessarie ulteriori indagini.
Viene eseguita previa iniezione endovenosa di difosfonati marcati con Tc 99m.
Non è dolorosa e richiede circa 3 ore di permanenza in Medicina Nucleare.
Le immagini dell’intero scheletro vengono acquisite dopo 2-3 ore dalla somministrazione del radiocomposto: è possibile identificare tumori perché nelle aree con aumentato metabolismo osseo, come nel caso della presenza di metastasi, si fissa una maggiore quantità di tracciante.
PET - Positron Emission Tomography
Il tessuto tumorale dimostra, rispetto al tessuto normale, un aumentato fabbisogno energetico per produrre l'energia necessaria alla sua vitalità e utilizza a fini energetici il glucosio.
Il Fluoro-Desossiglucosio, analogo del glucosio, è assunto dalle cellule tumorali in quantità superiore rispetto alle cellule di un tessuto sano. Ciò consente di evidenziare le lesioni neoplastiche che posseggono un elevato metabolismo glucidico.
La PET prevede l’iniezione endovenosa di Fluoro-Desossiglucosio marcato con 18F (18F-FDG).
Prima dell’esame il dosaggio della glicemia, che deve essere normale, richiede digiuno da almeno 6 ore prima.
La PET non è dolorosa e richiede circa 2 ore di permanenza in Medicina Nucleare.









