Il melanoma è un tumore del melanocita, la cellula della cute deputata a produrre il pigmento che colora la pelle e la protegge dall’effetto delle radiazioni ultraviolette (melanina). I melanociti si trovano nella cute, alla giunzione dell’epidermide (lo strato più superficiale) con il derma (lo strato profondo). Nonostante in passato fosse considerato un tumore raro, negli ultimi anni è stato osservato un costante aumento della sua incidenza al punto che oggi il melanoma rappresenta uno dei sette tumori più frequenti.
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 6000 nuovi casi di melanoma. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori del 2006, il melanoma è il quarto tumore per ordine di frequenza nella popolazione di età compresa tra i 0 e i 44 anni. Secondo le stime il rischio di un soggetto di sviluppare un melanoma nel corso della vita è di circa un caso su 120, senza importanti differenze tra i due sessi. Esiste una notevole variabilità geografica nell’incidenza del melanoma cutaneo nel nostro paese, con una incidenza maggiore nelle regioni settentrionali rispetto a quelle centro-meridionali. Come in molti paesi occidentali, si è osservato nel corso degli ultimi anni un aumento notevole dell’incidenza: in Italia è quasi raddoppiata nel giro di dieci anni, mentre la mortalità è sostanzialmente stabile.
L’Unità Melanoma dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele si propone di affrontare gli aspetti diagnostici e terapeutici di questa neoplasia in modo da proporre ai pazienti nei vari stadi di malattia le opzioni terapeutiche considerate le più efficaci. Avvalendosi delle competenze immunobiologiche, oncologiche e chirurgiche necessarie per un approccio integrato tra terapie standard e sperimentali, l’Unità partecipa ai più importanti studi clinici nazionali e internazionali e insieme promuove l’attivazione di protocolli originali, affinché i pazienti possano beneficiare delle più attuali conoscenze ottenute dalla ricerca in questo ambito.
COME SI RICONOSCE?
L’insorgenza del melanoma è la conseguenza di una serie complessa di eventi genetici e molecolari, la cui natura è solo parzialmente nota. L’esposizione ai raggi ultravioletti, in particolare agli UVB, è correlata ad una maggiore frequenza nell’insorgenza di melanoma.
- Lo stadio iniziale di trasformazione da nevo a melanoma passa spesso attraverso il nevo atipico o displastico. In questi casi il nevo si configura ancora come benigno, ma ha un rischio superiore di trasformarsi in melanoma.
- Lo stadio successivo è il cosiddetto melanoma a crescita radiale o orizzontale, in cui le cellule si diffondono soltanto nell’epidermide.
- Lo stadio successivo comporta l’invasione del derma da parte delle cellule del tumore.
- Nella fase di crescita verticale, il tumore prolifera nel derma ed è a rischio di diffusione metastatica.
- Nella fase metastatica il melanoma può diffondersi ai linfonodi e/o agli organi viscerali quali polmone, fegato, cervello.
L’autoesame della cute permette di notare cambiamenti di nevi benigni già presenti o la comparsa di nuove lesioni. Il sospetto dovrebbe sorgere in caso di lesioni di dimensioni superiori ai 6 mm, con bordi irregolari, con variazioni di colore al proprio interno, di forma asimmetrica e con tendenza alla evoluzione (modificazione di una o più delle caratteristiche ABCD). L’acronimo ABCDE riassume le caratteristiche diagnostiche principali:
A: asimmetria
B: bordi
C: colore
D: dimensioni
E: evolutività
In caso di nei sospetti, è bene sottoporsi ad una visita specialistica dermatologica. Lo specialista potrà esaminare la lesione utilizzando eventualmente strumenti (es. dermatoscopio) per formulare una diagnosi clinica. Se clinicamente indicato, la biopsia della lesione sospetta potrà confermare o meno la diagnosi clinica. Il patologo esaminerà la lesione con il microscopio ed eventualmente con l’impiego di colorazioni specifiche (immunoistochimica) per formulare una diagnosi corretta e fornire informazioni importanti per la terapia e la prognosi.
QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?
- La pelle di colore chiaro e i capelli di colore biondo/rosso;
- storia familiare di parenti di primo grado con melanoma (rappresentano meno del 5% di tutti i melanomi);
- eritemi e ustioni solari a qualsiasi età, specialmente nell’infanzia;
- l’età:il melanoma é raro prima dell’adolescenza;
- un precedente melanoma:un soggetto che ha avuto un melanoma ha un rischio maggiore di avere un secondo melanoma e per tale motivo deve continuare a farsi controllare da uno specialista;
- la presenza sulla pelle di grandi nevi congeniti;
- rare malattie genetiche (xeroderma pigmentoso), predisponenti.
COME SI PREVIENE?
La prima e più semplice misura per la prevenzione dei tumori cutanei, compreso il melanoma é la protezione della pelle dal sole; in particolare, i soggetti con la pelle chiara dovrebbero adoperare uno stile di vita che minimizzi l’esposizione totale al sole, soprattutto durante l’infanzia e/o l’adolescenza.
E’ importante ricordare che l’utilizzo delle creme a protezione solare deve essere associata ad altre misure di base che comprendono:
- evitare l’esposizione al sole durante le ore centrali della giornata (11-15);
- un’adeguata protezione (soprattutto per i soggetti con pelle chiara);
- l’uso di protezioni che coprano adeguatamente il capo, il collo e il dorso (cappelli e magliette) e/o la ricerca dell’ombra (ombrelloni, alberi o edifici);
- l’uso degli occhiali da sole.
TRATTAMENTO
Il trattamento del melanoma varia a seconda dello stadio della malattia:
- nella malattia agli stadi iniziali (locale) la chirurgia da sola o associata alla biopsia del linfonodo sentinella rappresenta il trattamento di elezione;
- nella malattia localmente avanzata o metastatica viene invece impiegata la chemioterapia, la bioterapia (Interferone-a) e, in casi selezionati, la chirurgia e la radioterapia.
Importante nella gestione del paziente con melanoma é il trattamento del linfedema (patologia a carico del sistema linfatico, per la quale non avviene il drenaggio linfatico e che può comparire a seguito dell’asportazione dei linfonodi) e le terapie palliative.
Alle terapie classiche si aggiungono i protocolli di sperimentazione clinica che hanno il fine di valutare l’efficacia di un nuovo trattamento (come per esempio un nuovo farmaco, un vaccino).
L’Unità Melanoma del San Raffaele offre un approccio multidisciplinare attraverso:visite dermatologiche, visite oncologiche, trattamento chirurgico, trattamento medico, follow-up e protocolli di terapie sperimentali.
STAFF
Parmiani Giorgio - responsabile dell’Unità e del Programma di Immuno-Bioterapia del Melanoma e dei Tumori Solidi
Russo Vincenzo - oncologo medico
Pilla Lorenzo - oncologo medico
Macalli Cristina – biologa
Per interventi chirurgici, l’Unità si avvale inoltre di:
Orsenigo Elena - Chirurgo unità Chirurgia apparato digerente superiore, coordinatore area didattica e ricerca scientifica
Mukenge Silvano – Medico chirurgo, responsabile ‘Chirurgia Generale’
Per la diagnosi e la cura del melanoma primitivo della cute, L’Unità si avvale di:
Mercuri Santo Raffaele - Primario Centro di Dermatologia
Cantoro Massimo – Consulente Ambulatorio di Dermatoncologia
NUMERI UTILI
Prenotazioni ambulatoriali
Tel. +39.02.2643.2643
Prenotazioni in solvenza
Tel. +39.02.2643.2020
Segreteria Reparto Dermatologia
Tel. +.39.02.2643.4422
Unità Melanoma e Tumori Solidi
Silvia Galvani
Tel. +39.02.26435374
Ambulatorio Melanomi e Ambulatorio Dermato-oncologia,
Unità operativa di Oncologia Medica
settore B, Piano -2
Day hospital oncologico per le terapie infusionali
Unità Operativa di Medicina Oncologica, Settore Q, piano 1
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
Via Olgettina, 60 - 20132 Milano (Italia)







