Linfomi della zona marginale
COSA SONO?
I linfomi della zona marginale appartengono alla famiglia dei linfomi non Hodgkin e possiedono alcune peculiarità cliniche e terapeutiche. Infatti, a differenza degli altri linfomi, generalmente si manifestano al di fuori dei linfonodi e coinvolgono il tessuto linfoide associato alle mucose (cosiddetto MALT) presente in alcuni organi come lo stomaco, gli annessi oculari (palpebra, tessuti dell’orbita), l’intestino, le ghiandole salivari, i bronchi, la cute e la tiroide. Esistono, tuttavia, forme ancor più rare che si localizzano a livello dei linfonodi o della milza.
COME SI RICONOSCONO?
I linfomi della zona marginale si presentano in maniera differente, in relazione alla sede di insorgenza. Ad esempio, i linfomi dello stomaco possono portare a disturbi digestivi, i linfomi degli annessi oculari possono manifestarsi con la comparsa di tumefazione palpebrale o alterazioni visive di vario tipo, i linfomi della milza possono associarsi a un’ingrossamento di quest’ultima. Spesso, tuttavia, la malattia può rimanere silente per lungo tempo e la diagnosi può essere casuale (in corso di esami eseguiti per altri motivi). Per ottenere una diagnosi certa di linfoma della zona marginale è indispensabile effettuare una biopsia della sede sospetta (ad esempio biopsie gastriche durante una gastroscopia). Molto spesso, dopo la diagnosi, viene richiesto al paziente di eseguire degli esami aggiuntivi (ad esempio esami del sangue comprendenti l’emocromo, TAC o Risonanza magnetica di alcuni distretti corporei, esami endoscopici, biopsia osteomidollare) per poter definire l’esatta estensione della malattia, escludere eventuali altre sedi coinvolte e impostare un’adeguata terapia.
CHI SI AMMALA?
COME SI RICONOSCONO?
I linfomi della zona marginale si presentano in maniera differente, in relazione alla sede di insorgenza. Ad esempio, i linfomi dello stomaco possono portare a disturbi digestivi, i linfomi degli annessi oculari possono manifestarsi con la comparsa di tumefazione palpebrale o alterazioni visive di vario tipo, i linfomi della milza possono associarsi a un’ingrossamento di quest’ultima. Spesso, tuttavia, la malattia può rimanere silente per lungo tempo e la diagnosi può essere casuale (in corso di esami eseguiti per altri motivi). Per ottenere una diagnosi certa di linfoma della zona marginale è indispensabile effettuare una biopsia della sede sospetta (ad esempio biopsie gastriche durante una gastroscopia). Molto spesso, dopo la diagnosi, viene richiesto al paziente di eseguire degli esami aggiuntivi (ad esempio esami del sangue comprendenti l’emocromo, TAC o Risonanza magnetica di alcuni distretti corporei, esami endoscopici, biopsia osteomidollare) per poter definire l’esatta estensione della malattia, escludere eventuali altre sedi coinvolte e impostare un’adeguata terapia.
CHI SI AMMALA?
I linfomi della zona marginale rappresentano circa l’8% di tutti i linfomi non-Hodgkin. Lo stomaco è l’organo più frequentemente coinvolto. Altre frequenti sedi sono gli annessi oculari, le ghiandole salivari, il polmone e la tiroide. La malattia colpisce più spesso le persone di sesso femminile e l’età media di insorgenza è circa 60 anni.
PERCHÉ CI SI AMMALA?
Le cause di questi linfomi sono note solo in parte. Ad esempio, il linfoma MALT gastrico, nella maggior parte dei casi, è associato all’infezione da Helicobacter pylori, e l’eradicazione del batterio mediante terapia antibiotica mirata può portare anche alla guarigione del linfoma stesso. Per gli altri linfomi MALT non esiste un’associazione così chiara con le infezioni batteriche; solo recentemente è stato scoperta, grazie anche al contributo dell’Istituto Scientifico San Raffaele,l’associazione tra i linfomi degli annessi oculari e l’infezione del batterio Chlamydia psittaci. Infine, il virus dell’epatite C è stato associato allo sviluppo deilinfomi della zona marginale particolarmente per quelli a insorgenza nella milza.
COME VENGONO TRATTATI?
La terapia dei linfomi della zona marginale è estremamente variabile a seconda della sede, dell’estensione e della velocità di crescita della malattia.
Ad esempio, il linfoma MALT gastrico associato ad infezione da Helicobacter pylori viene curato in prima battuta con un’associazione di antibiotici e di farmaci che proteggono la mucosa gastrica riducendone le secrezioni acide. Generalmente, la scomparsa dell’infezione da Helicobacter pylori si associa ad una lenta, ma costante, regressione della malattia. Per quanto riguarda i linfomi della zona marginale che coinvolgono organi diversi dallo stomaco o i linfomi gastrici recidivati, il trattamento può prevedere l’impiego di farmaci chemioterapici (in compresse o mediante infusione endovenosa) e/o di radiazioni (radioterapia). In casi selezionati può rivelarsi utile anche un approccio di tipo chirurgico, mentre in alcune forme (ad esempio quelle associate ad infezione da virus dell’epatite C) può essere intrapresa una terapia antivirale con ottenimento di regressione del linfoma. La prognosi è generalmente buona, dal momento che è possibile ottenere addirittura la guarigione o comunque un rallentamento apprezzabile del decorso della malattia.
I LINFOMI DEGLI ANNESSI OCULARI E STUDI IN CORSO PRESSO QUESTO ISTITUTO
Questa particolare forma di linfomi della zona marginale, sebbene estremamente rara, merita una particolare attenzione in quanto l’Istituto Scientifico San Raffaele rappresenta uno dei maggiori centri di riferimento internazionali per la diagnosi e la terapia. Recentemente, proprio nel nostro Istituto, in collaborazione con il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, è stata identificata l’associazione tra linfoma degli annessi oculari ed infezione da parte di un batterio, la Chlamydia pittaci. L’impiego di una terapia antibiotica mirata contro questo batterio si è rivelato efficace nel ridurre e controllare la malattia in una percentuale elevata di pazienti. Questo dato è di estrema importanza se si tiene conto che fino a pochi anni fa il primo approccio terapeutico prevedeva l’impiego della radioterapia o della chemioterapia, con i conseguenti, spesso non trascurabili, effetti collaterali. Queste acquisizioni hanno permesso di avviare numerosi studi in collaborazione con importanti Istituti europei con il fine di raggiungere più rapidamente l’obiettivo di curare tali malattie. In particolare, presso il nostro Istituto sono attualmente in corso degli studi clinici tesi a valutare la tollerabilità e l’efficacia della terapia antibiotica e degli studi di approfondimento dell’associazione tra linfoma e infezione da Chlamydia pittaci.
Presso l’Istituto Scientifico San Raffaele sono in corso anche studi su altri tipi di linfoma della zona marginale. Ad esempio, è in corso di valutazione il ruolo della terapia antivirale nei linfomi correlati ad infezione da virus dell’epatite C. Inoltre, si sta studiando il ruolo di “nuovi” farmaci nell’approccio ai linfomi MALT in prima diagnosi o alla recidiva.
I risultati di tutti questi studi contribuiranno ad ottenere una comprensione più approfondita dei meccanismi biologici e molecolari che sottendono a queste malattie, con l’obiettivo di migliorarne ulteriormente le possibilità di cura e guarigione.
Ad esempio, il linfoma MALT gastrico associato ad infezione da Helicobacter pylori viene curato in prima battuta con un’associazione di antibiotici e di farmaci che proteggono la mucosa gastrica riducendone le secrezioni acide. Generalmente, la scomparsa dell’infezione da Helicobacter pylori si associa ad una lenta, ma costante, regressione della malattia. Per quanto riguarda i linfomi della zona marginale che coinvolgono organi diversi dallo stomaco o i linfomi gastrici recidivati, il trattamento può prevedere l’impiego di farmaci chemioterapici (in compresse o mediante infusione endovenosa) e/o di radiazioni (radioterapia). In casi selezionati può rivelarsi utile anche un approccio di tipo chirurgico, mentre in alcune forme (ad esempio quelle associate ad infezione da virus dell’epatite C) può essere intrapresa una terapia antivirale con ottenimento di regressione del linfoma. La prognosi è generalmente buona, dal momento che è possibile ottenere addirittura la guarigione o comunque un rallentamento apprezzabile del decorso della malattia.
I LINFOMI DEGLI ANNESSI OCULARI E STUDI IN CORSO PRESSO QUESTO ISTITUTO
Questa particolare forma di linfomi della zona marginale, sebbene estremamente rara, merita una particolare attenzione in quanto l’Istituto Scientifico San Raffaele rappresenta uno dei maggiori centri di riferimento internazionali per la diagnosi e la terapia. Recentemente, proprio nel nostro Istituto, in collaborazione con il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, è stata identificata l’associazione tra linfoma degli annessi oculari ed infezione da parte di un batterio, la Chlamydia pittaci. L’impiego di una terapia antibiotica mirata contro questo batterio si è rivelato efficace nel ridurre e controllare la malattia in una percentuale elevata di pazienti. Questo dato è di estrema importanza se si tiene conto che fino a pochi anni fa il primo approccio terapeutico prevedeva l’impiego della radioterapia o della chemioterapia, con i conseguenti, spesso non trascurabili, effetti collaterali. Queste acquisizioni hanno permesso di avviare numerosi studi in collaborazione con importanti Istituti europei con il fine di raggiungere più rapidamente l’obiettivo di curare tali malattie. In particolare, presso il nostro Istituto sono attualmente in corso degli studi clinici tesi a valutare la tollerabilità e l’efficacia della terapia antibiotica e degli studi di approfondimento dell’associazione tra linfoma e infezione da Chlamydia pittaci.
Presso l’Istituto Scientifico San Raffaele sono in corso anche studi su altri tipi di linfoma della zona marginale. Ad esempio, è in corso di valutazione il ruolo della terapia antivirale nei linfomi correlati ad infezione da virus dell’epatite C. Inoltre, si sta studiando il ruolo di “nuovi” farmaci nell’approccio ai linfomi MALT in prima diagnosi o alla recidiva.
I risultati di tutti questi studi contribuiranno ad ottenere una comprensione più approfondita dei meccanismi biologici e molecolari che sottendono a queste malattie, con l’obiettivo di migliorarne ulteriormente le possibilità di cura e guarigione.
aggiornato il:
14 Maggio 2010








