Trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche

Trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche

Consiste nella reinfusione dopo chemioterapia ad alte dosi di cellule staminali emopoietiche dello stesso paziente, precedentemente prelevate e criopreservate.
I benefici nascono dal poter somministrare megadosi di chemioterapia, nelle patologie in cui è riconosciuto un effetto dose-risposta, senza compromettere la funzionalità del midollo osseo in modo irreversibile: la reinfusione, dopo megachemioterapia, permette una ripresa midollare in circa 15 giorni.

LEUCAFERESI

Un tempo le cellule staminali venivano prelevate direttamente dalle ossa del bacino (creste iliache posteriori) con espianto in anestesia generale. Oggi, invece, mediante leucaferesi è possibile raccogliere le stesse cellule dal sangue periferico.
Per tale procedura è necessario somministrare, eventualmente dopo chemioterapia, un farmaco sotto cute per alcuni giorni. Il farmaco, chiamato lenograstim o G-CSF, determina la mobilizzazione delle cellule staminali dal midollo osseo al sangue periferico. Le cellule raccolte mediante leucaferesi vengono processate in laboratorio e  quindi congelate in azoto liquido in attesa di essere utilizzate per il trapianto.
La leucaferesi dura circa 3 ore e viene svolta con il paziente sveglio.