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| Una ricercatrice del San Raffaele al lavoro in un laboratorio |
Lo studio
E’ attualmente in corso presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele un’innovativa ricerca, per ora in fase pre-clinica, contro i tumori femminili e in particolare contro il carcinoma ovarico.
L’obiettivo della sperimentazione è attivare il sistema immunitario della paziente affetta dal tumore perché attacchi il carcinoma.
I ricercatori del San Raffaele, infatti, stanno cercando di stimolare particolari cellule dell’organismo, i linfociti T, per scatenare una sorta di “rigetto” del carcinoma, attaccandolo come si trattasse di un organo proveniente da un donatore non compatibile.
L’approccio studiato al San Raffaele rappresenta una strategia innovativa che rientra nell’ambito degli studi basati sull’immunoterapia del cancro, un metodo terapeutico per la cura dei tumori che potrebbe permettere, rispetto alle terapie attuali, di uccidere le cellule tumorali in maniera più mirata, con effetti meno tossici per l’organismo e più efficaci.
Attualmente al San Raffaele sono in corso, oltre a questa ricerca, quattro protocolli clinici di immunoterapia dei tumori, tutti svolti presso il Programma di Immunoterapia del cancro e terapia genica.
Il carcinoma ovarico
Il carcinoma ovarico è la seconda più comune forma di tumore ginecologico ed è la prima causa di morte per neoplasia ginecologica nell’emisfero occidentale.
Rappresenta inoltre la quarta causa di morte per tumore nelle donne dei paesi industrializzati. L’incidenza di questa malattia è in aumento, intorno a 17 casi su 100.000 per anno. Nel 60-70% delle pazienti, purtroppo, esordisce in fase avanzata. La neoplasia colpisce donne in peri e post-menopausa con un picco massimo d’incidenza fra i 55 e i 65 anni.